mercoledì, gennaio 07, 2026

Talking Heads

Vimeo mette a disposizione ( non so ancora per quanto tempo) un pezzo della storia del rock anni '80. Stop Making Sense dei Talking Heads, lungometraggio del 1984 diretto da Jonathan Demme. Un film-concerto che ha segnato il mondo della musica da lì a venire. 

martedì, giugno 07, 2011

Si avvicinano i referendum. Cosa dobbiamo fare? Lavorare"!

sabato, novembre 20, 2004

Washington - Almeno su una cosa John Kerry e Fidel Castro sono d'accordo: George W. Bush e' stato rieletto alla Casa Bianca il 2 novembre scorso grazie al video di Osama bin Laden. La tesi, sostenuta mercoledi' scorso dal lider maximo della rivoluzione cubana, e' stata ripresa ieri dallo sfidante democratico di Bush nel corso di una conversazione con un giornalista della catena televisiva Fox News. Castro aveva definito ''sospetta'' la diffusione del video del superterrorista di origine saudita a pochi giorni dalle elezioni per la Casa Bianca ed aveva accusato Bush di essere ''il signore della guerra, dello sterminio e del genocidio''. ''Abbiamo visto troppe vergognose azioni per credere che non sia stata preparata'', aveva detto Castro riferendosi alla diffusione del video da parte dei media statunitensi alla vigilia delle presidenziali Usa. Ieri, Kerry ha dato ragione al vecchio nemico degli Stati Uniti: bin Laden, evidentemente, fa molta piu' paura agli americani del vecchio Castro.




Parto da un presupposto. Io credo che il circo dell'informazione negli Usa sia legato a doppio filo con chi comanda: Ma c'è una cosa che sinceramente m fa pensare. Credete possibile veramente che un perdente, da quelle parti, sappia accettare veramente la sconfitta? Io credo di no. Quindi boccio Kerry per la sua incapacità. Promuovo il lìder maximo per la sua coerenza. Eppoi, se ache fosse... deve aver scoperto l'acqua calda.
didafotoRoma - Sono dieci le persone identificate dalla Digos tra i manifestanti del corteo dei precari che il 6 novembre scorso diedero vita a un “esproprio proletario” ai danni della libreria Feltrinelli di Largo Argentina, a Roma.




Il Buon Fletrinelli era famoso per la sua tirchieria. Da buon mercante Austriaco, cercava in tutti i modi di fare affari guadagnandoci il più possibile. E si che di fortuna ne ha avuta molto. Peccato che gli sia mancata nel momento più importante, quello in cui su un traliccio dell'alta tensione sbagliò ad innescare la bomba che poi lo uccise. Il giorno successivo all'esproprio, i dirigenti della libreria di largo Argentina fecero un comunicato che suonava così: "Ora facciamo i conti, se vediamo che ci conviene fare la denuncia, la faremo". Evidentemente hanno fatto du' conti e hanno capito che gli conveniva.

giovedì, novembre 18, 2004

didafotoIl Cairo - Il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, ha telefonato al presidente egiziano Hosni Mubarak per scusarsi dell’uccisione di tre agenti delle forze di sicurezza egiziane da parte dell’equipaggio di un carro armato israeliano nella zona di Rafah, al confine israelo-egiziano. Le scuse di Sharon seguono quelle ufficiali dell’esercito ebraico che ha descritto l’episodio come un incidente “professionale e operativo”.




L'unica cosa che stona, a parte la morte di tre poveri cristi, è quell'incidente professionale e operativo.
didafotoWashington - Con la ratifica del trattato di Kyoto da parte della Russia, che produce il 17 per cento dei gas inquinanti, è stato raggiunto il limite del 55 per cento di emissioni mondiali che permette l’automatica entrata in vigore del trattato. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha detto: “Tutti i Paesi devono adesso fare del loro meglio per combattere le variazioni climatiche e fare in modo che non impediscano il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio”.



Dei quattro paesi industrializzati che si sono rifiutati di ratificare il protocollo, gli Stati Uniti sono di gran lunga i più inquinante. Gli altri sono l'Australia, Liechtenstein e Monaco. Con questo gli Usa si rendono unici artefici dell'avvelenamento del nostro pianeta. Dubito fortemente che il principato monegasco abbia modo, con i gipponi e i ferri da stiro galleggianti, di "opporsi" allo strapotere americano.